Non basta un ottimo primo tempo agli Azzurri, illusi dal gol del giovane interista. Nella ripresa gli scandinavi dominano e svelano tutti i limiti della squadra di Gattuso in vista dei playoff.
Doveva essere un test di lusso per l’autostima, si è trasformato in una lezione severa: l’Italia di Rino Gattuso crolla a San Siro sotto i colpi di una Norvegia cinica e fisicamente dominante, che vince 4-1 in rimonta e ci riporta, purtroppo, con i piedi per terra.

Per il ct è la prima sconfitta della sua gestione, un ko indolore per la classifica (Azzurri già sicuri dei playoff) ma pesantissimo per il morale. La serata, iniziata con la favola di Pio Esposito, si è conclusa con l’incubo Erling Haaland, che con una doppietta ha ricordato a tutti la differenza tra i campioni e le buone squadre.
Un’illusione durata 45 minuti
Gattuso aveva preparato la sfida testando un 3-5-2 con la coppia d’attacco Esposito-Retegui. L’approccio dell’Italia è stato eccellente: pressing, cambi di gioco e una superiorità tattica che ha messo in crisi la Norvegia. Il vantaggio è stata la logica conseguenza: un cross di Dimarco ha trovato Pio Esposito in area, bravo a proteggere palla con il fisico e a girarsi da centravanti vero, segnando il suo primo gol a San Siro.
Il primo tempo si è chiuso sull’1-0, con la sensazione di un’Italia in pieno controllo e un Haaland ben francobollato da Mancini. L’unico rammarico, col senno di poi, è stato non trovare il raddoppio, sprecando troppo in fase di conclusione.

La lezione di Haaland e la resa nella ripresa
Tutto quello che si è visto di buono nel primo tempo è svanito dopo l’intervallo. La Norvegia è rientrata in campo con un altro piglio, svegliata dalle urla del suo ct. L’Italia, al contrario, si è sciolta.
L’imprendibile Nusa ha prima sfiorato il gol e poi l’ha trovato con un gran tiro deviato da Politano. Da quel momento, è salito in cattedra Erling Haaland. Annullato per un tempo, il bomber del City ci ha messo pochi secondi a decidere la partita: prima ha finalizzato un’azione di potenza, poi ha sfruttato un grave errore di Bastoni per siglare il 3-1 e la sua doppietta personale.

Il passaggio al 4-2-4 di Gattuso nel finale non è servito a nulla, se non a subire il 4-1 di Strand Larsen nel recupero.
Ora i playoff, ma con quale certezza?
L’Italia chiude il girone con una sconfitta che fa riflettere. Se l’obiettivo di queste amichevoli era costruire certezze, la serata di San Siro ha generato solo dubbi. La squadra ha dimostrato di poter giocare un buon calcio, ma anche di essere fragile mentalmente e fisicamente contro avversari di alto livello.

L’allarme in vista dei playoff di marzo è suonato, forte e chiaro. Giovedì il sorteggio ci dirà l’avversaria della semifinale (una tra Svezia, Irlanda del Nord, Romania e Macedonia/Galles), ma per superare la terza “beffa” consecutiva servirà un’altra Italia.

