La FIGC riflette sul dopo-Gattuso in vista delle elezioni federali del 22 giugno. Roberto Mancini è il nome più forte per un progetto a lungo termine, ma le alternative di spessore non mancano
Mentre la splendida Italia Under 17 si laurea Campione d’Europa sul prato di Tallinn confermando la straordinaria vivacità del nostro vivaio giovanile, i fari sono tutti puntati sulla Panchina Italia. La Nazionale maggiore si trova infatti intrappolata in un limbo e deve fare i conti con un futuro ancora tutto da scrivere. Concluso l’interregno di Silvio Baldini, chiamato a guidare ad interim gli azzurri nelle ultime uscite amichevoli contro avversari modesti come Lussemburgo e Grecia, la Federazione si prepara ad affrontare un bivio cruciale per la propria storia recente, con l’obbligo di scegliere la nuova guida tecnica a cui affidare la complessa ricostruzione del gruppo.
La decisione e la conseguente nomina ufficiale arriveranno solamente dopo il prossimo 22 giugno, giorno in cui sono fissate le elezioni per il nuovo presidente federale, una scadenza diventata ancor più determinante dopo il vero e proprio terremoto societario scatenato dalle dimissioni di Gravina. In questo clima di profonda incertezza istituzionale, i grandi nomi del panorama calcistico nostrano stanno già accendendo i radar di mercato, scatenando le prime indiscrezioni. Al momento, i profili principali sul tavolo della dirigenza portano a clamorosi cavalli di ritorno e a gestioni di polso capaci di ridare un’identità forte a un ambiente apparso fin troppo smarrito.

La candidatura più concreta, solida e strutturata emersa nel corso delle ultime ore è senza dubbio quella di Roberto Mancini. Il tecnico di Jesi, attualmente vincolato da un contratto con l’Al Sadd ma da sempre stuzzicato dall’idea di riprendere in mano il filo interrotto della storia azzurra, rappresenta la certezza assoluta per un progetto a lungo termine, preferibilmente su base quadriennale.
La sua nota propensione a valorizzare i giovani talenti senza timori reverenziali e la profonda conoscenza delle dinamiche interne di Coverciano lo pongono in cima alla lista dei desideri per programmare il lungo cammino verso i prossimi campionati mondiali. Lo stesso Mancini ha recentemente scelto di “dribblare” le domande dirette sul suo possibile ritorno con risposte criptiche, che non hanno fatto altro che alimentare le speranze dei tifosi e degli addetti ai lavori.
La suggestione Conte e l’incognita della continuità tecnica

Subito dietro la figura di Mancini, resta visibile e vivissima sullo sfondo la suggestione legata ad Antonio Conte. L’ex CT della Nazionale, reduce da alterne fortune nelle sue ultime avventure ma sempre profondamente stimato per la sua indiscutibile capacità di trasmettere un’identità feroce, maniacale e immediata alle squadre che allena, è l’usato sicuro che garantirebbe una vera e propria scossa psicologica istantanea a tutto l’ambiente azzurro. Tuttavia, le sue elevate richieste economiche sul fronte dell’ingaggio e la nota preferenza del tecnico salentino per il lavoro quotidiano sul campo con i club rendono la trattativa complessa, posizionandola al momento in una corsia più defilata rispetto alla pista principale.

Non va infine del tutto scartata l’ipotesi legata a una soluzione interna o di continuità legata a Silvio Baldini. Il tecnico ha dimostrato nel breve periodo un’ottima organicità con le strutture federali, lavorando con grande serenità con il blocco dei giovani emergenti. Sebbene la Federazione cerchi un profilo di primissimo piano internazionale e di forte impatto mediatico per rilanciare l’immagine del movimento calcistico italiano, la competenza di Baldini sul campo e la sua capacità di lavorare lontano dai riflettori potrebbero rappresentare una preziosa carta di riserva last-minute, qualora i dialoghi con i top manager dovessero subire improvvisi e inaspettati rallentamenti. La strada verso il 22 giugno è ancora lunga e densa di riflessioni.
Foto: X – Nazionale Italiana

