Contro Haaland e compagni non conta per la classifica, ma vincere sarebbe un’iniezione di autostima fondamentale in vista dei playoff di marzo. Il ct pronto a testare un 3-5-2.
È una partita che non vale punti, ma che pesa tantissimo. Questa sera a San Siro, l’Italia di Rino Gattuso affronta la Norvegia capolista del girone, già qualificata ai Mondiali come prima: con gli Azzurri quasi aritmeticamente secondi e destinati ai playoff (serve un 9-0…), la gara non ha alcun valore per la classifica.

Eppure, è forse la partita più importante del nuovo ciclo. Come ricordava Marcello Lippi prima del Mondiale 2006, l’autostima si costruisce in amichevoli di lusso come questa. Battere una delle nazionali più in forma d’Europa, un colosso fisico e tecnico guidato da Erling Haaland, sarebbe il miglior biglietto da visita per presentarsi agli spareggi di marzo.
Italia-Norvegia, l’avversario: la Nazionale di Haaland
La squadra di Solbakken ha cambiato marcia nell’ultimo anno, vincendo 12 delle ultime 14 partite. È una squadra che unisce una difesa solida a ripartenze velocissime, guidate dal talento di Odegaard (anche se assente stasera) e dalla potenza devastante dei suoi due centravanti, Haaland e Sorloth.

Per l’Italia, abituata negli ultimi mesi ad affrontare difese chiuse e avversari modesti, sarà il primo, vero test per misurare il proprio valore reale sotto pressione.
Le scelte di Gattuso: 3-5-2 e il doppio 9
Per affrontare i due “marcantoni” norvegesi, Gattuso sembra orientato a cambiare modulo, passando a un solido 3-5-2. La scelta più interessante riguarda l’attacco: spazio al doppio 9, con Mateo Retegui affiancato da Pio Esposito. Per il giovane talento dell’Inter, protagonista anche in Nazionale, sarà la grande occasione di sbloccarsi nel “suo” stadio di San Siro.
A centrocampo, la coperta è corta ma di qualità: Barella, Locatelli e Frattesi formeranno la diga mediana, con Politano e Dimarco sulle fasce. Occhio alla gestione dei diffidati: Sandro Tonali non sarà rischiato nemmeno in panchina per evitare un’ammonizione che gli costerebbe la semifinale playoff.

In difesa, accanto a Di Lorenzo e Bastoni, c’è un ballottaggio tra Mancini e Buongiorno per contenere Haaland: il romanista, nonostante una botta subita in Moldova (dove ha sbloccato il match di testa), appare in vantaggio per esperienza e fisicità.
Foto: Azzurri, Fotballandslaget

