LA SESTA ORA – Dopo due anni Paul Pogba è tornato a giocare in una partita ufficiale in Rennes-Monaco, sotto gli applausi. Pogba is back!
Non giocava dal 3 settembre 2023 in Juventus-Empoli. Da Quel giorno in poi infortuni continui e soprattutto la squalifica per doping, che l’ha tenuto lontano dai campi da gioco per 811 giorni. 811 giorni di agonia, per uno dei talenti più cristallini che è passato dalla nostra Serie A negli ultimi 15 anni, troppo spesso logorato dai continui problemi fisici. Adesso Pogba è tornato: Pogback, come definito ai tempi della Juventus.

Il giocatore francese è passato due volte dalla Serie A, precisamente dalla Juventus, la squadra probabilmente più importante della sua carriera e dove, sicuramente, ha espresso il meglio di sé. Ieri sera, il classe ’93 di Lagny-sur-Marne, è finalmente tornato in campo.
Un talento fuori dal comune
Paul sboccia nelle giovanili del Manchester United e fin da giovane è riconoscibile il suo incredibile controllo palla oltre al dribbling fulmineo. Doti che lo portano a Torino, sulla sponda bianconera. Pogba arriva nel 2012, a 19 anni, con lo status di giovane promessa e con sole 3 presenze nel calcio dei grandi ed a parametro 0.
Alla corte della Vieille Dame, la Vecchia Signora, il francese incanta. La stagione 2012-13 è la prima vera tra i professionisti e Paul sembrava dover essere l’alter ego di Pirlo, ma da subito si trasforma in una mezzala, che porta Antonio Conte a schierarlo sempre di più e farlo diventare al centro del progetto. La seconda stagione è quella della consacrazione, con Paul che è il giocatore più utilizzato e termina la stagione con 9 gol in 51 presenze.

Pogba raggiunge la finale di Champions League con la formazione bianconera, salvo perderla ai danni di un Barcellona quasi ingiocabile. La stagione 2015-16 per il polpo (così rinominato dagli juventini) significa due cose: numero 10 e Paulo Dybala. Dalla numero 6 Paul passa infatti alla 10, oltre a instaurare un rapporto speciale con l’appena arrivato Dybala, talento cristallino proveniente dall’Argentina (la cui carriera, a posteriori, ricorda molto quella del francese).
Paul termina un’altra grande stagione alla corte di Massimiliano Allegri e nell’estate successiva pianifica il ritorno al Manchester United, per 105 milioni di euro. Da lì in poi tanti alti e bassi, che l’hanno comunque portato sul tetto del Mondo vincendo l’Europa League e con la maglia della sua nazionale: nel 2018 Pogba vince infatti il Mondiale da assoluto protagonista.
Il Manchester United perde il lustro storico che ha sempre avuto, in quegli anni, e Pogba segue l’andamento della squadra. Paul non è più lo stesso visto fino al 2018, né tantomeno l’infermabile giovane di Torino.

Un talento troppe volte fermo in infermeria
Il talento fuori dal comune di Paul Pogba, però, subisce dei bruschi stop, ogni stagione. Prima gli infiniti problemi muscolari, poi la rottura del menisco dopo il ritorno alla Juve nel 2022. E la testa non sembra assistere il francese.
A Manchester il problema infortuni per lui diventa predominante rispetto al campo: ad Old Trafford quando gioca incanta, ma troppo spesso è ai box. Tra il 2019 e il 2020 rimane fuori dal campo per 166 giorni consecutivi. Poi la batosta finale. Nel 2023 viene sospeso per 4 anni per la positività al DHEA, probabilmente usata proprio per gli infortuni in maniera involontaria. La squalifica viene ridotta a 18 mesi, ma la sua carriera è finita. O forse no.
Un’ultima chance
Ieri sera Paul è tornato in campo: è entrato al minuto 85 con il Monaco in una partita ormai compromessa, che è comunque valsa tantissimo per la squadra del Principato. Il francese è stato accolto da una calorosa standing ovation, nonostante la squadra bianco-rossa giocasse fuori casa. Tutti i tifosi del Rennes, infatti, hanno acclamato il numero 8 dei rivali.

La scena ha fatto commuovere tanti tifosi, oltre allo stesso Pogba. Forse allora non è davvero finita la carriera del francese. Forse, Paul si è guadagnato un’ultima chance per competere ad alti livelli e, fisico permettendo, sappiamo tutti le capacità che ha nelle gambe quel giocatore che tanto ha dato al calcio europeo negli ultimi 15 anni.
Foto: Ligue 1, Juventus, Manchester United, Monaco

