Dove sono finiti i bomber in serie A?
Basta dare uno sguardo alla classifica marcatori Serie A per accorgersi che qualcosa, quest’anno, non torna. Il nome in cima è quello di Lautaro Martinez, ma i numeri raccontano una storia diversa rispetto alle stagioni passate: l’argentino guida con 14 gol, dietro di lui solamente altri due giocatori in doppia cifra: Anastasios Douvikas e Rasmus Hojlund, entrambi a quota 10.

Il dato curioso è proprio questo: a questo punto della stagione i giocatori in doppia cifra sono pochissimi.
Per un campionato che per anni ha vissuto di bomber dominanti, capaci di superare quota 25 gol con relativa facilità, la realtà attuale è sorprendente. La classifica marcatori Serie A è molto corta e molto compatta. I centravanti segnano meno e i veri numeri 9 stanno perdendo centralità in un gioco che favorisce esterni e mezzali.
La classifica marcatori Serie A parla per sé
Già a primo sguardo, la classifica capocannonieri della Serie A ritrae una fotografia chiara e molto diversa da quelle degli scorsi anni: oltre ai numeri molto sotto la media, anche i nomi fanno abbastanza scalpore.
- Lautaro Martinez: 14 gol
- Rasmus Hojlund: 10 gol
- Anastasios Douvikas: 10 gol
- Rafa Leao: 9 gol
- Kenan Yildiz: 9 gol
- Nico Paz: 9 gol
- Keinan Davis: 9 gol
- Hakan Calhanoglu: 8 gol
- Christian Pulisic: 8 gol
- Gianluca Scamacca: 8 gol

Tra i primi dieci, solamente 5 sono prime punte. Un dettaglio che dice molto più di quanto sembri e che aiuta a capire come la Serie A stia lentamente cambiando il suo equilibrio offensivo. Non solo attaccanti veri, il centro del gioco è arretrato di qualche metro e i giocatori decisivi in zona gol sono sempre più centrocampisti.
Il confronto con gli ultimi campionati
È qui che si capisce quanto questa stagione sia particolare. Solo un anno fa la storia era completamente diversa. Nel 2024-25 il capocannoniere è stato Mateo Retegui con 25 gol, quasi il doppio rispetto ai numeri attuali del leader della classifica.
E se si allarga lo sguardo agli ultimi anni il trend è ancora più evidente:
- 2023-24: Lautaro Martinez chiude a 24 gol
- 2022-23: Victor Osimhen domina con 26 gol
- 2021-22: Ciro Immobile arriva a 27 gol
Per anni la Serie A ha avuto un bomber dominante sopra quota 24-25 gol, capace di prendere il largo nella classifica marcatori. Oggi, invece, nessuno sembra riuscire a tenere quel ritmo.

Problema di qualità o solo una fase di transizione?
La sensazione è che il calcio italiano stia attraversando una piccola ma significativa trasformazione. Il gioco è diventato sempre più tattico e collettivo: le squadre portano molti più uomini nella metà campo offensiva e riempiono l’area di rigore non solo con gli attaccanti, ma anche con centrocampisti e, in alcune situazioni, perfino con i difensori.
Questo cambiamento si riflette anche nei numeri. La media gol della Serie A 2025/26 è di 2,43 a partita, leggermente inferiore rispetto a quella della stagione precedente, quando il campionato viaggiava a 2,61 gol di media. In un contesto più organizzato e tattico, gli spazi per le punte si riducono e i centravanti finiscono inevitabilmente per segnare meno.
Allo stesso tempo, stanno emergendo nuovi protagonisti offensivi. Mezzali, trequartisti ed esterni sono diventati i ruoli chiave del calcio italiano moderno: giocatori capaci di attaccare lo spazio, inserirsi tra le linee e contribuire direttamente alla fase realizzativa. Proprio per questo motivo, nel nostro campionato si vedono sempre meno prime punte “classiche”. Il gol non è più monopolio del numero nove, ma diventa il risultato di un sistema offensivo più distribuito, dove a fare la differenza sono spesso i giocatori che partono qualche metro più indietro (vedi il gol di Estupiñan nel derby di Milano).

Forse non è la fine dei grandi bomber, ma semplicemente una fase di transizione. La classifica marcatori Serie A di questa stagione racconta un campionato più equilibrato, dove il gol non appartiene più soltanto ai centravanti ma nasce sempre più spesso da un sistema offensivo collettivo. Nel frattempo, mentre Lautaro Martinez prova a difendere il titolo di capocannoniere Serie A, una cosa appare sempre più chiara: in questa Serie A, segnare non è più un affare esclusivo dei numeri nove.
Fonti: Inter, Milan, Napoli, Como1907

