Quando si pensa a una neopromossa con una delle proprietà più ricche del mondo, la mente corre potenzialmente subito a spese folli, acquisti da capogiro e proclami altisonanti. Il Como invece, sbarcato in Serie A nel 2024 e alla sua seconda stagione nel massimo campionato, sta riscrivendo le regole, dimostrando che i soldi sono solo uno strumento, non il fine.

Nomi come Cesc Fàbregas (e Thierry Henry) hanno acceso i riflettori internazionali sul club lariano (in questi minuti in vantaggio 1-0 sul Genoa con un diamante di Nico Paz), ma dietro il glamour c’è un progetto metodico, paziente e ambizioso che merita di essere analizzato a fondo. Ecco, dunque, i pilastri del “Modello Como”.
1. La Proprietà più Ricca d’Italia (che però… non ha fretta)
Il club è controllato dal 2019 dalla società londinese SENT Entertainment Ltd, ma dietro c’è una delle famiglie più facoltose del pianeta: i fratelli indonesiani Robert e Michael Hartono, proprietari del colosso Djarum. Con un patrimonio stimato in decine di miliardi di dollari, potrebbero tranquillamente comprare qualsiasi giocatore sul mercato. Eppure, non l’hanno fatto.

La loro filosofia, gestita in prima linea dal CEO Francesco Terrazzani, è chiara: crescita graduale e sostenibile. Invece di “drogare” il mercato, il Como ha investito passo dopo passo, costruendo la rosa per la promozione dalla B alla A senza spese eccessive e rispettando i paletti finanziari. L’obiettivo è creare valore nel tempo, costruendo prima le fondamenta (società, staff, infrastrutture) e poi la squadra, per non ripetere gli errori di altre proprietà che hanno speso tanto e male.
2. Il “Brand Como”: Calcio, Glamour e Nomi Pesanti
La vera mossa da maestri della società è stata legare il progetto a figure di caratura mondiale. L’arrivo di Cesc Fàbregas nel 2022, prima come giocatore e ora come figura chiave dello staff tecnico, e il coinvolgimento di Thierry Henry come azionista di minoranza e ambasciatore, non sono state semplici operazioni di marketing.
Il loro ruolo è strategico:
- Attrazione: La loro presenza attira altri giocatori di livello e giovani talenti, che vedono Como come un progetto serio e credibile.
- Mentalità: Portano un’esperienza e una cultura della vittoria maturate ai massimi livelli del calcio mondiale all’interno dello spogliatoio e del club.
- Visibilità Globale: Sfruttano la location unica del Lago di Como per costruire un brand internazionale, appetibile per sponsor e media stranieri, trasformando il club da semplice squadra di provincia a “boutique club” del calcio globale.

3. Il Campo Parla: Un Calcio Propositivo
Dopo una prima stagione in Serie A (2024/25) terminata con una meritata salvezza, il Como sta dimostrando di avere un’identità di gioco chiara. Sotto la guida tecnica influenzata da Fàbregas, la squadra pratica un calcio propositivo, basato sul possesso palla e sul coraggio di costruire dal basso.
Il mercato estivo del 2025 ha confermato questa linea: nessun acquisto “da copertina” fine a se stesso, ma l’inserimento di giovani di prospettiva e di giocatori funzionali al progetto tattico. Chiaramente, tanto ha poi fatto la riconferma del gioiellino Nico Paz, già a quota 2 gol tra Lazio e Genoa.

4. La Vera Sfida: Lo Stadio Sinigaglia e il Futuro
Il vero salto di qualità per il progetto Como passerà inevitabilmente dalle infrastrutture. L’attuale stadio, il “Giuseppe Sinigaglia”, è uno degli impianti più suggestivi d’Italia, con una vista mozzafiato sul lago, ma è anche una struttura datata e di proprietà del Comune.La dirigenza ha dichiarato più volte che l’obiettivo a lungo termine è dotare il club di uno stadio moderno, che sia un centro vivo sette giorni su sette, con ristoranti, negozi e aree dedicate ai tifosi.
Che si tratti di una ristrutturazione profonda del Sinigaglia o della costruzione di un nuovo impianto, questa è la sfida più grande, quella che può trasformare il Como da affascinante progetto a top club stabile del calcio italiano, come abbiamo già analizzato nel nostro speciale sugli stadi italiani.

