La Sesta Ora – A 17 anni, l’esordio contro il Napoli non è un caso. È l’arrivo di un talento che il Bologna ha strappato… alle big

Quando Lukasz Skorupski si è accasciato al suolo, Vincenzo Italiano non ha avuto dubbi: dentro Massimo Pessina. Un classe 2007, 17 anni appena compiuti, lanciato nella mischia contro il Napoli. Un esordio che sa di predestinazione, ma che per il Bologna è il risultato di un progetto di scouting partito da lontano.

L'esordio di Pessina: il portiere italiano che studia da Neuer
L’esordio di Pessina: il portiere italiano che studia da Neuer

Un progetto nato quattro anni fa

Per capire chi è Massimo Pessina, bisogna tornare indietro di quattro anni. L’allora responsabile del settore giovanile del Bologna, Daniele Corazza, mise in piedi un’operazione di scouting capillare per convincere lui e la sua famiglia. Su quel ragazzino dell’Albinoleffe c’erano già gli occhi di Inter, Milan e Atalanta.

Il Bologna non gli ha venduto un sogno, ma un percorso. Gli ha garantito che, se avesse lavorato, l’opportunità sarebbe arrivata, così come è arrivata ai vari Camarda e Pio Esposito. Il club ha investito su di lui, facendolo giocare costantemente “sotto età” e trasformandolo nel pilastro della Primavera e della Nazionale Under 17, con cui la scorsa estate si è laureato Campione d’Europa.

L'esordio di Pessina: il portiere italiano che studia da Neuer
L’esordio di Pessina: il portiere italiano che studia da Neuer

Non solo Buffon: la rivoluzione di Neuer

Alto 1.88, fisico e reattivo, Pessina è un talento bergamasco con le idee molto chiare. Come ogni italiano, il suo idolo d’infanzia è Gigi Buffon. Ma, e qui sta il punto chiave, il suo modello di riferimento è un altro: Manuel Neuer.

“Di Buffon ruberei tutto, tranne forse il gioco coi piedi”, ha dichiarato in passato. “Il modello è Neuer, perché oggettivamente con il suo stile di parata ha cambiato completamente il nostro ruolo”.

L'esordio di Pessina: il portiere italiano che studia da Neuer
L’esordio di Pessina: il portiere italiano che studia da Neuer

È la sintesi della nuova scuola italiana dei portieri: Pessina non è stato formato per essere solo un “para-rigori” o un difensore della linea di porta. È stato cresciuto per essere il primo regista della squadra, per giocare alto, per gestire il pallone con i piedi sotto pressione: è il portiere-libero, il sweeper-keeper… che il calcio moderno richiede.

E noi, ovviamente, non possiamo far altro che augurargli il meglio per la sua carriera.

Foto: Bologna FC 1909

Di Stefano Zambroni

Nato a Lecco nel 2003, ho fondato GPKingdom nel 2021 e co-fondato PitchPulse nel 2025. Grande appassionato di sport.