lamine yamal

SESTA ORA – Un talento fuori dal comune, ma un’immagine spropositata rispetto all’età dello spagnolo: l’immenso talento di Lamine Yamal deve essere preservato

Da ormai qualche anno riecheggia tra gli appassionati di calcio il nome di Lamine Yamal, definito a gran voce “il nuovo Messi” dal popolo blaugrana. Da La Masia, centro sportivo dove crescono i giocatori del Barcellona, sono passati molti talenti, terminati a non sbocciare fino in fondo. Da Bojan Krkić ad Ansu Fati, passando per Keita Baldé e Thiago Alcantara. Che Yamal fosse diverso, però, lo hanno capito tutti e subito.

Lamine Yamal, un talento tanto cristallino quanto da preservare

Alla sua prima vera stagione da professionista, quella del 2024-25, il classe 2007 è arrivato secondo nella classifica per il pallone d’oro, meritando, secondo alcuni, la vittoria del premio. Qualcosa mai visto fino ad allora, nemmeno dai migliori prospetti nella storia di questo sport, passati da Barcellona e non.

Il paragone a Messi, dalle parti di Barcellona, è inevitabile. Questo porta con sé un’incredibile dose di pressione, ma allo stesso tempo una consapevolezza nei propri mezzi inaudita. Sta nel giusto equilibrio tra questi due aspetti, probabilmente, la formula vincente. Molti dei suoi predecessori hanno fallito in questo compito, ma Yamal ha già dimostrato di saper arrivare in alto.

Quest’estate lo stesso Lamine ha rinnovato il proprio contratto fino al 2031 con il Barcellona, iniziando a vestire la maglia numero 10, da sempre associata a Messi, ma non solo. L’eredità del diez, in Catalogna, è qualcosa che va oltre al numero stesso: da Lionel a Ronaldinho, passando per Diego Armando Maradona. Il cambio di numero ha testimoniato la fiducia riposta nel talento di Yamal, ma ha portato con sé una grande responsabilità.

304, un numero con le radici profonde

Un numero accompagna Yamal da tutta la carriera, e non è il 10. Il numero in questione è il 304, CAP di Rocafonda, Matarò, città nei sobborghi di Barcellona in cui Lamine è nato e cresciuto. Chi nasce a Matarò nasce marchiato da queste 3 cifre, che adesso Yamal sta dipingendo in tutta Europa e dietro cui c’è la speranza di migliaia di ragazzi.

304, un numero con le radici profonde

Matarò dista circa mezz’ora dal centro di Barcellona, ma conserva in pochi tratti le caratteristiche della metropoli spagnola. La religione predominante nelle strade di questa città e quella del calcio, via di fuga per centinaia di bambini che sognano di far parte dei più grandi palcoscenici d’Europa.

Vivere a Matarò significa essere parte di una delle comunità più povere della catalogna e riuscire a scappare dalla miseria tramite il calcio è l’ambizione di tutti i bambini di quella zona. L’esultanza di Yamal, perciò, non è solo un richiamo al quartiere di nascita, ma un omaggio.

Un’immagine da dover gestire

Il più grande problema che sta sorgendo intorno alla figura del numero 10 blaugrana, è la sua immagine, diventata in pochi mesi quella di una delle persone più famose al mondo. Dalle dichiarazioni spropositate alla figura controversa del padre: Yamal deve concentrarsi sul campo.

Quello che è uno dei più promettenti talenti della storia di questo sport, rischia in pochi passi di entrare in un vortice dal quale è difficile uscire. Prima del Clasico, una delle partite più importanti del Mondo, Lamine ha rilasciato dichiarazioni che hanno solo aumentato la pressione su sé stesso e sull’intera squadra. A rincarare la dose ci ha pensato il papà, facendo una live in cui cucinava e accostandolo a come suo figlio avrebbe “cucinato” i rivali.

L’ultima ciliegina sulla torta è stata la relazione tra il 2007 e la cantante Nicki Nicole, diventata troppo presto di dominio pubblico e che avrebbe allontanato il talento iberico dai pensieri di campo, secondo alcuni. I social rischiano di essere un mezzo troppo pericoloso, anche per la crescita come giocatore per Yamal.

Un’immagine da dover gestire

Il limite è il cielo

Yamal in arabo significa bellezza e l’effetto che suscita vedere il 2007 di Matarò è proprio quello. È facile pensare che sia solo una coincidenza, ma certe volte il destino ce l’abbiamo scritto da prima della nascita.

In Yamal non viene solo riconosciuto l’immenso talento, ma viene visto come via di fuga e modello per migliaia di bambini, che sognano di poter giocare nel suo stesso modo e nella sua stessa squadra. L’auspicio che si fanno tutti i tifosi del calcio è quello che Lamine non si perda nella sua strada, ma che possa avere una lunga rincorsa verso la gloria.

Come Icaro ha avuto troppa arroganza nel volare con ali di cera e piume verso il sole per scappare dal labirinto di Creta, Lamine Yamal deve saper sfidare il cielo, senza però eccedere e abbandonarsi a ciò che la fama a soli 18 anni può offrire.

Foto: FC Barcellona