Josip Iličić

SESTA ORA – Uno dei talenti più cristallini che il calcio italiano ha vissuto nell’ultimo decennio: adesso Josip Iličić è solo più una bella storia da raccontare, ma pochi anni fa conquistava l’Europa

Quei 4 gol contro il Valencia al Mestalla, quella punizione da centrocampo contro il Torino. Lampi di magia e gol importanti, ma anche la depressione, il Covid. La forma fisica non è mai tornata quella di prima, ma soprattutto la testa, mai sistemata dopo i camion militari che portavano via i morti per il Covid-19, immagine che lo rimandava alla sua infanzia, passata nella guerra della penisola balcanica. Josip era tutto questo.

Josip Iličić, un talento smorzato da Covid e depressione

I cosiddetti PTSD (Post Traumatic Stress Disorder, termine molto spesso usato per definire chi di ritorno dalla guerra in Vietnam) hanno afflitto lo sloveno, che ha vissuto un’infanzia parecchio difficile. Ad appena un anno, Josip ha perso il papà ucciso da un vicino di casa e da lì la sua famiglia è dovuta fuggire in Slovenia come profughi di guerra, divenuta la sua patria stabile.

Iličić arriva in Italia nel 2010, ad appena 22 anni, e da li non lascerà più lo stivale. La breve parentesi al Maribor l’aveva lanciato ed il Palermo aveva messo gli occhi su di lui. Lo sloveno se ne andrà dalla Sicilia ben 3 anni dopo, lasciando tanti ricordi e crescendo come giocatore. La vera rampa di lancio, però, è l’esperienza successiva: la Fiorentina. Ai viola conclude con 138 presenza, 37 gol e 18 assist, poi l’Atalanta.

Le magiche notti di Champions con la Dea

A Bergamo arriva la consolidazione calcistica per Josip, e non solo. Le prime due stagioni sono un riscaldamento per lui, dalla doppietta al Westfalenstadion in Europe League contro il Borussia Dortmund, alla tripletta da subentrato contro il Sassuolo. La vera magia inizia nella stagione 2019-20, quando l’Atalanta incanta i campi di tutta Europe dopo la qualificazione in Champions League arrivata per mano soprattutto di mister Gasperini.

Le magiche notti di Champions con la Dea

A fine 2019 viene inserito nella squadra dell’anno al Gran Galà del Calcio e a seguito inizia a segnare a raffica. Una delle magie che tutt’oggi ricordiamo è la punizione da quasi metà campo contro il Torino, in un 0-7 di puro calcio atalantino. L’Atalanta avanza anche in Champions ed in concomitanza scoppia la pandemia di Coronavirus.

Un capitolo se la merita la prestazione tra andata e ritorno negli ottavi di finale di Champions, quando Josip Iličić ha letteralmente distrutto la corazzata del Valencia. Il gol dell’andata, sua prima rete nella competizione dalle grandi orecchie, passa inosservata rispetto alla gara del secondo. Il 10 marzo si gioca al Mestalla il ritorno, partita destinata a rimanere nella storia. L’Atalanta vince per 3-4, assicurandosi il passaggio del turno. Le 4 reti le segna tutte lo sloveno, una dopo l’altra, rimontando e battendo gli avversari.

L’ultimo sprazzo del vero Josip Iličić

Quella partita è probabilmente l’ultimo vero ricordo che tutti abbiamo di Josip. Dopodiché il Covid, le dicerie sulla moglie Tina e la depressione. Iličić non lo vedremo mai più splendere. E non si parla di campo. Probabilmente i ricordi di quell’infanzia travagliata tornano alla mente di Josip come veri e propri fantasmi, vedendo anche i camion militari che trasportavano i morti per le vie di Bergamo, particolarmente colpita dalla pandemia.

L’ultimo sprazzo di Josip Iličić

Iličić sparisce dai radar, nessuno sente più parlare di lui. Si pensa a un tradimento della moglie Tina, opinione fermamente negata dallo sloveno poco tempo fa, ma non durante il dramma vero e proprio. Questo perché Josip non voleva uscire allo scoperto. Josip non voleva parlare della malattia. Josip era stato colpito dalla depressione. Da quel marzo in poi, Iličić giocherà due stagioni sottotono, segnando solo 9 gol in 48 presenze.

L’intervista di Gasperini e una fine amara

Qualche tempo dopo è uscita un’intervista, emblematica, di Gasperini (con cui Josip aveva un rapporto speciale), in cui il mister parla del suo talento. Gian Piero parla di come, prima della trasferta per Lisbona nell’agosto di quell’anno per sfidare il PSG ai quarti di Champions, aveva visitato lo sloveno in una clinica, in cui aveva perso 10 o 12 chili. In quel momento Gasperini si commuove e, quell’intervista in particolare, tocca ancora il cuore di migliaia di persone.

Se poi con il tempo Iličić riesce in parte a guarire questi fantasmi, non possiamo che guardare con rammarico al passato, pensando a ciò che poteva essere quel talento sloveno che tanto bene ha fatto a Bergamo. In quel 2020 Iličić era addirittura uno dei candidati al pallone d’oro e sicuramente il percorso dell’Atalanta in Champions poteva prendere un’altra piega.

Foto: Atalanta B.C., Uefa Champions League