I nerazzurri cadono due a uno nella prima giornata di Champions League. Non basta il gol di Carlos Augusto dopo un primo tempo segnato dai disastri di Josep Martínez e della retroguardia.
L’Inter sconfitta al Santiago Bernabéu nell’esordio della nuova fase campionato di Champions League lascia un profondo amaro in bocca all’ambiente nerazzurro, costretto ad arrendersi per due a uno contro il Real Madrid. Una serata a due facce per la formazione milanese, capace di mostrare un’ottima personalità nel palleggio per lunghi tratti della gara ma condannata inesorabilmente da una serie di ingenuità difensive imperdonabili a questi livelli. Nonostante una reazione d’orgoglio nella ripresa e la rete della speranza firmata da Carlos Augusto alla mezz’ora del secondo tempo, i tre punti vanno ai blancos, abili a capitalizzare ogni minimo tentennamento concesso dagli avversari.

A pesare in maniera determinante sull’economia del match sono stati i primi quarantacinque minuti, nei quali la retroguardia nerazzurra ha letteralmente regalato il doppio vantaggio alla squadra di casa. Il punteggio si è sbloccato al tredicesimo minuto in seguito a un clamoroso errore di lettura tra Jones e Bisseck, una disattenzione letale che ha spalancato la strada a Kylian Mbappé per il facile vantaggio madrileno. L’incertezza difensiva ha subito condizionato il canovaccio tattico della gara, costringendo la squadra a scoprirsi precocemente nel tentativo di riorganizzare una reazione efficace di fronte al continuo pressing alto esercitato dagli spagnoli.
Pochi minuti dopo il primo svarione è arrivato il raddoppio delle merengues, scaturito da un’autentica leggerezza commessa da Josep Martínez in fase di costruzione dal basso. Il portiere spagnolo ha tentato un azzardato dribbling all’interno della propria area di rigore, facendosi soffiare la sfera da Federico Valverde che ha depositato comodamente in rete a porta sguarnita. Un blackout colossale che ha rischiato di affondare definitivamente le speranze della formazione ospite, evidenziando le enormi fragilità mentali di una retroguardia apparsa lontana dai consueti standard di affidabilità e attenzione nei momenti chiave del match.
Montagne russe al Bernabéu e l’ombra di Provedel
La prestazione di Josep Martínez al Bernabéu si è trasformata in un’autentica giostra di emozioni e polemiche roventi nel prosieguo della partita. Dopo la papera monumentale sul raddoppio del Real Madrid, con quella letale leggerezza palla al piede al centro dell’area di rigore, l’estremo difensore si è reso protagonista di una ripresa straordinaria. Con grande carattere, lo spagnolo ha sfoderato una serie di interventi prodigiosi su Mbappé e Bellingham, evitando un passivo ben più pesante e tenendo in partita l’Inter fino al triplice fischio finale.

Tuttavia, il riscatto parziale a gara in corso non è bastato a cancellare le fortissime perplessità della critica e della tifoseria sulla tenuta dell’intero reparto arretrato. L’incredibile errore in fase di impostazione dal basso ha riaperto con forza il dibattito attorno alla solidità difensiva della squadra nerazzurra, evidenziando come certi blackout mentali rischino di compromettere irrimediabilmente il cammino nelle competizioni continentali. La gestione della porta e la coordinazione con la linea a tre diventano così un tema di stretta ed urgente attualità per lo staff tecnico, chiamato a ritrovare la compattezza smarrita.
In vista dei prossimi impegni ravvicinati tra campionato e coppa, cresce inevitabilmente la candidatura di Ivan Provedel per un avvicendamento tra i pali. L’ex portiere della Lazio, arrivato a Milano con credenziali importanti e ora scalpitante in panchina, potrebbe presto scalzare lo spagnolo per garantire maggiore sicurezza palla al piede e leadership vocale ad un reparto che non può più permettersi simili sbavature nelle serate che contano. La decisione della guida tecnica nelle prossime ore segnerà un punto di svolta decisivo per l’assetto tattico dell’Inter.
Foto: X – Inter

