La strada è ancora, purtroppo, lunghissima: quello che doveva essere un atto formale, infatti, si è trasformato… nell’ostacolo più teso della corsa al nuovo stadio. La firma del rogito, l’atto notarile per il passaggio definitivo dell’area di San Siro a Inter e Milan, non avverrà questa settimana come previsto. È tutto rinviato, molto probabilmente, alla prossima.

Un ritardo che non sarebbe una notizia, se non fosse per una data cerchiata in rosso sul calendario: il 10 novembre. Quello slittamento di pochi giorni ha appena trasformato l’operazione in una corsa contro il tempo sul filo di lana.
Nodo Non Politico, ma Finanziario
Questa volta (strano, eh?) la politica e le volontà dei club non c’entrano. Come emerge da fonti vicine al dossier, il rallentamento non è imputabile né a Palazzo Marino né alle due società. Il nodo è difatti puramente tecnico-finanziario: gli istituti di credito coinvolti nell’operazione hanno bisogno di più tempo per finalizzare le complesse garanzie finanziarie.
Per la firma, infatti, il Comune deve ricevere la prima, massiccia tranche di pagamento, una cifra che si aggira intorno ai 100 milioni di euro (comprensiva di parte del prezzo d’acquisto e del saldo di debiti pregressi). Un’operazione colossale, che ovviamente richiede tempo tecnico.

La “Ghigliottina” del 10 Novembre
Ma ecco il vero dramma della situazione: il 10 novembre, citato prima, non è una data qualsiasi. È il giorno in cui scatterà ufficialmente il vincolo architettonico della Soprintendenza sul secondo anello del Meazza.
Cosa significa? Che da quel giorno in poi, l’attuale stadio non potrà più essere demolito legalmente.

L’intero progetto del nuovo impianto, così come è stato faticosamente approvato nell’accordo di fine settembre, si basa sulla demolizione del vecchio stadio per far posto a quello nuovo. Se il rogito non venisse firmato prima del 10 novembre, l’atto di vendita di un’area con un vincolo di intoccabilità diventerebbe carta straccia. L’intero castello crollerebbe. Ancora.
Foto: Inter

